Se ti dicessi che ti mancherà la tua famiglia, i tuoi amici, le tue vecchie abitudini, come mai prima?
Se ti dicessi che tutto questo non è facile, che incontrerai difficoltà, che incontrerai momenti difficili dall’istante in cui farai il primo passo dentro al campus?

Diresti di si?

..e se ti dicessi che se sacrificherai la tua famiglia, amici e identità come giocatore, potrai diventare una persona migliore e persino un giocatore migliore?

Diresti ancora di si?

So una cosa, nell’attimo immediatamente prima della palla a due nella finale NCAA di Minneapolis di fronte a 72.062 persone, hai fatto l’occhiolino a tuo fratello e sei quasi scoppiato a piangere.. io so che in quel momento hai realizzato che avevi una risposta positiva a tutte queste domande, io so che hai realizzato che tutto ciò che hai fatto, tutti i periodi difficili che hai passato ne sono valsi la pena, erano solo tappe di avvicinamento, perchè stavi giocando nel palcoscenico più grande e importante di fronte alla tua famiglia, avevi l’opportunità di dimostrare a loro e a tutte le milioni di persone che stavano guardando, perchè hai sacrificato tutto.

È stato un anno incredibile, è difficile per me trovare le parole per descriverlo. Ho avuto i momenti più felici e più indimenticabili della mia vita, ma ho anche avuto momenti difficili e forse uno dei giorni più tristi della mia vita. Ho raggiunto davvero tanti traguardi, individuali e collettivi, che ripensandoci mi fanno sentire davvero orgoglioso e felice dell’anno che è stato.

Ci siamo guadagnati ogni singola cosa, abbiamo vinto 9 partite di fila per assicurarci il primo titolo della Big12 regular season di sempre, vincendo ad Iowa State, uno dei campi più duri d’America. Abbiamo vinto contro Northern Kentucky, Buffalo, Michigan, Gonzaga e Michigan State nel nostro Torneo NCAA, per raggiungere la prima Finale Nazionale NCAA di sempre per il mio College.
Mi ricordo all’inizio dell’anno, quando abbiamo fatto fatica contro qualche squadra di non-Conference ma che alla fine abbiamo sempre vinto di almeno 20 punti, una volta finite quelle partite, non abbiamo mai festeggiato, perchè sapevamo che le nostre aspettative erano altre, erano di un altro livello, mi ricordo dopo che abbiamo regalato la partita a Duke al Madison Square Garden di New York e siamo tornati dopo i 3 giorni di feste di Natale, abbiamo fatto lavoro di condizionamento per 3 giorni di fila..
Sapevo che saremmo diventati una grande squadra.
Poi inizi l’anno nuovo come speravi, vincendo 4 partite di fila nella Big12, ma le difficoltà non tardano ad arrivare, e ne perdi 4 di fila, facendoti fare il c*lo in trasferta a Kansas, perdendo di 20, più qualche problema all’interno della squadra, qualcosa che nessuno vorrebbe avere mai a che fare. Grandi dubbi. Pensammo che non saremmo andati da nessuna parte, che non saremmo mai riusciti a riscattarci.
Abbiamo iniziato ad avvicinarci come squadra sempre di più, abbiamo iniziato a fidarci e a credere l’uno nell’altro e ognuno ha iniziato a capire il proprio ruolo all’interno della squadra, abbiamo iniziato a vincere 1, 2, 3.. 9 di fila diventando campioni per la prima volta!
Ma dovevamo ancora affrontare un ultima difficoltà, una ancora, perchè io penso che la prima partita del torneo della Big12 persa contro l’ultima in classifica West Virginia, ci ha dato il via, ci ha dato la giusta dose di rabbia e di delusione che insieme hanno alzato le nostre aspettative ancora più in alto.
Torneo NCAA.. vinto la prima, seconda, terza.. adesso abbiamo Gonzaga, grossa, talentosa, profonda, ben allenata, con veramente pochi punti deboli, che come previsto avrebbe giocato un’ottima partita, ma noi giocammo meglio, eravamo la squadra più forte e non avevamo ancora finito.
Ho giocato una delle partite più difficili di sempre, e metto la partita contro Iowa State in Iowa per vincere il titolo di Big12 insieme con la partita contro Gonzaga per approdare alle Final Four come le partite più difficili e toste che abbia mai giocato nelle mie due stagioni a Texas Tech e forse della mia carriera. Dicono che le Final Four sono un ricordo che dura per tutta la vita, hanno ragione, è proprio così !!!
Potrei scrivere un libro con tutti i ricordi e le emozioni che ho vissuto. Ho visto le foto di me che tiravo nelle strade di Minneapolis e di fronte al nostro albergo, e sì perchè avevamo un intero albergo tutto per noi, con la polizia e il parrucchiere personale, pasti ogni 3 ore, massaggi disponibili ogni giorno, abbiamo fatto allenamento di fronte a 30.000 persone, e ho anche avuto la faccia più sorpresa di sempre quando mi hanno dato il premio “Elite 90” di cui non sapevo nulla, durante il banchetto delle Final Four.
Chiedo scusa se ci ho messo tanto a raccontare tutto questo, ma inizio ad emozionarmi ogni volta che ripenso a come tutto è finito. A volte capita che rimani sotto per tutta la partita e alla fine dici che l’altra squadra era più forte di te, ma non con noi, non c’era nessuna squadra migliore di noi, nessuna, e questo è il motivo per cui fa così male, perchè a 20 secondi dalla fine, sopra di 3 non mi aspettavo di perdere quella partita, avevo il trofeo tra le mie mani, poi ho iniziato a vederlo allontanarsi da me, come se qualcuno me lo stesse rubando.. il cronometro stava scorrendo, non riuscivo ad accettarlo, non riuscivo a crederci, ma…

A VOLTE SI VINCE, A VOLTE SI IMPARA!

Ho spento il telefono per 2 giorni, ho solo salutato i miei a cui ho assicurato che fossi vivo, ma oltre a questo non riuscivo a parlare o a vedere nessuno. Ho iniziato a sentirmi meglio quando sono andato a parlare con il mio allenatore, il giorno subito dopo che siamo tornati, e sono tornato in palestra, come se fossi ancora in stagione, come se dovessi prepararmi per la prossima partita.

Sono una settimana dal tornare a casa per rivedere i miei amici e la mia famiglia.. Da quel giorno, le persone mi vedono come una celebrità, non c’e stato un giorno in cui stavo camminando per andare a lezione che la gente non mi abbia chiesto di fare una foto o di fargli un autografo, questo mi rende davvero felice perchè nonostante il finale non è stato come tutti si aspettavano o speravano, l’intera comunità e i Red Raiders fans sono terribilmente fieri e riconoscenti.
Se anno scorso ci vedevano come eroi, quest’anno siamo leggende e lo saremo per sempre.

Davide Moretti

Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us
Instagram