di Gianluca Basile.

Caro Davide, hai scelto di andare in Texas e giocare nella NCAA, quindi voglio raccontarti di come andò a me, quando scelsi di andarmene dall’Italia per arrivare in Spagna.

Scegliere di lasciare la Fortitudo Bologna per il Barcellona non fu affatto facile. Dopo lo Scudetto del 2005, Zoran Savic mi chiese di seguirlo al Barça. La decisione fu dura, perché in quel momento ero all’apice della carriera, Capitano e simbolo della Fortitudo. E poi il proverbio dice: mai lasciare la strada vecchia per una nuova, anche se la voglia di alzare l’asticella era tanta.

Sapevo perfettamente a cosa andavo incontro e le difficoltà che avrei avuto per inserirmi in un contesto totalmente diverso, ma siccome ho la testa dura, avevo una gran voglia di provarci. Da quando sono partito da Ruvo di Puglia, mi sono sempre prefissato degli obiettivi. A piccoli passi, volevo arrivare in cima e il Barça lo vedevo come ultimo passo. Oggi posso dire che ne è valsa la pena.

Prima di prendere la decisione definitiva ho sentito tutti i pareri dei miei famigliari, per capire il loro pensiero. Per ultimo ho parlato non mia moglie, per capire se fosse il caso di fare questa pazzia, visto che avevamo comprato casa a Bologna e lei era incita di 4 mesi e con 2 bimbe di 6 e 2 anni. Perciò posso dire che è stata la decisione più difficile della mia vita.

Capitolo lingua. L’inglese lo masticavo poco o niente, ma lo spagnolo è molto simile all’italiano e quindi particolari difficoltà non ne ho avute. Poi mi ha aiutato tanto il fatto che con me è venuto Marconato e al Barça ho ritrovato Fucka. Insomma: in un mese capivo tutto e riuscivo a farmi capire.

Come per la lingua, bene è andata anche per quanto riguarda la vita. Il ritmo era come quello che avevo in Puglia: i catalani se la prendono con molta calma, un po’ come noi nel Sud Italia.

Mi andò bene anche per il cibo, visto che a Barcellona si trovava di tutto, anche se bazzicavamo solo ristoranti italiani.

La cosa più difficile fu adattarsi all’allenatore, abituarsi al metodo e ai carichi sovraumani di lavoro che aveva. Ma quando firmai sapevo perfettamente a cosa andavo incontro. È solo una questione di mentalità: il lavoro paga sempre.

Infatti mi sono tolto tante soddisfazioni: ho vinto praticamente tutto quello che si poteva vincere, anche se la soddisfazione più grande è essere riuscito a restare in quel club per ben 6 anni. Non è facile restare in quelle squadre per molto tempo, poi non ero tanto giovane (ci sono restato dai 30 a 36 anni), ma avevo creato un bel rapporto con tutto l’ambiente. Quando mi hanno comunicato che non facevo più parte del loro progetto, ho pianto.

Se ci ripenso, solo i primi 3 mesi sono stati difficili. Avevo addirittura detto a Savic che volevo ritornare in Italia. Per fortuna non mi ha ascoltato!

In definitiva, direi che è stata una scelta stupenda per me e tutta la mia famiglia, oltre che una tappa importantissima della mia vita.

Auguro a tutti di fare un’esperienza come la mia, che ti segna in positivo per tutta la vita.

Quindi, caro Davide, non posso che inviarti uno sportivissimo “in bocca al lupo”, augurandoti il meglio.

Gianluca Basile

CLUB
Vincitore dell’Eurolega con il Barcellona (2009/2010).
2 volte vincitore del Campionato Italiano con la Fortitudo Bologna (1999/2000, 2004/2005).
2 volte vincitore del Campionato Spagnolo con il Barcellona (2008/2009, 2010/2011).
3 volte vincitore della Copa del Rey con il Barcellona (2006/2007, 2009/2010, 2010/2011).
2 volte vincitore della Supercoppa Spagnola con il Barcellona (2009, 2010).

INDIVIDUALE
MVP del Campionato Italiano 2003/2004.
MVP delle Finali Scudetto 2004/2005.

ITALIA
Medaglia d’Oro al Campionato Europeo di Francia 1999.
Medaglia d’Argento alle Olimpiadi di Atene 2004.
Medaglia d’Argento ai Giochi del Mediterraneo del 1997.
Medaglia di Bronzo al Campionato Europeo di Svezia 2003.

 

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