Non è esattamente come avevo immaginato e voluto finire il percorso che ho iniziato più di 5 anni fa con le varie nazionali giovanili. Questi erano i miei fratelli, quelli con cui ho vissuto gioie indimenticabili e con alcuni dei quali mi ci alleno da quando ho 12 anni. Fratelli con i quali ho condiviso mesi e mesi di ritiri, ore e ore di allenamenti, sudore e lacrime, dando tutto in mezzo a quel campo per dimostrare a tutti quanto eravamo forti insieme. Meritavamo di più, abbiamo lottato sempre contro tutto e tutti, delle volte alcuni sembravano ostacolarci senza (forse) neanche volerlo. Un gruppo di fratelli che ha portato a casa ben 3 medaglie (e se per favore conoscete una nazionale giovanile che ha fatto meglio, nominate it I will wait) meritava decisamente una fine migliore, ma gli ostacoli hanno sempre fatto parte del nostro percorso.
È un giorno strano per me oggi, non vivere più certe emozioni sarà dura, con oggi si chiude un percorso che mi ha portato a giocare 7 Europei e 1 Mondiale. Dal primo momento in cui ho indossato l’ 11 non me lo sono più tolto e la scritta sul petto mi ha motivato anno dopo anno a dare sempre di più. Spero di provare ancora quella pelle d’oca, come provai per la prima volta, ormai più di 5 anni fa, nel giocare una partita con la maglia della nazionale. Siamo illegali.

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